Quanto Costa un Matrimonio

Un sito che ti aiuta ad organizzare il tuo matrimonio… con un occhio al prezzo!

Che cosa è il reportage di matrimonio?

Che cosa è il reportage di matrimonio?

Saprebbero rispondere tutti, ne son certo. Sono anni che si abusa di questo termine, talmente tanto che un pò chiunque, a ragione o a torto, si sente in diritto di dare la sua versione. Dai fotografi che credono di eseguirla, salvo poi notare lampi di flash sul vetro alle spalle, agli sposi che credono di amarla, “Però poi due scatti in posa al mare me li fai?”.

Se dovessi descrivere io in poche righe cosa significa reportage di matrimonio non avrei dubbi a dire:

“E’ come fotografare attraverso il buco della serratura”.

Con alcune complicazioni.

Il matrimonio, nel campo della fotografia, è una delle “mission” più complicate per un motivo semplicissimo: la non ripetibilità dei momenti più salienti. Il fotografo professionista che fa del reportage la sua unica dialettica, deve sapersi muovere intorno all’evento piuttosto che dentro, senza interferire. Intervenire per modificare un comportamento o una posizione o banalmente pilotare uno sguardo farebbe crollare miseramente il progetto. E agli occhi di un osservatore attento, tutto ciò che non è reale diventa immediatamente visibile, provare per credere.

Il termine reportage deriva dal francese e significa narrare, raccontare e non inventare o manipolare. Nasce per il foto-giornalismo ma viene prestato alla fotografia di matrimonio quando questa, essendo in tutto e per tutto, una forma d’arte ha subito una stagnazione. Una staticità causata dalla diffusione di immagini spesso uguali, con pose improbabili e atteggiamenti stereotipati.

Il segreto per un fotografo di reportage è quello di avere alcune doti “sovrumane”:

– scomparire davanti agli sposi (chi da piccolo sognava di diventare invisibile per spiare gli altri parte avvantaggiato);

– prevedere il futuro, conoscere l’animo umano, saper anticipare i momenti. E non mi riferisco solo al taglio della torta o allo scambio degli anelli, io parlo di altri momenti, quelli in cui le emozioni affiorano sulla pelle, negli occhi e negli atteggiamenti.

E mica parlo di tecnica, diaframma, luci etc, queste devono essere già pienamente assorbite dal professionista, che le attua senza pensarci, come se stesse pedalando. Le capacità alle quali mi riferisco sono doti che fanno parte del bagaglio lavorativo, virtù che sono direttamente proporzionali agli anni di esperienza, quella esperienza che fa si che tutto ciò che si è imparato diventa attitudine.

Perché dico questo, perché ultimamente tutti cavalcano questo stile, ma tanti vengono disarcionati.

Il motivo è semplice: scattano e basta, scattano e scattano. Non raccontano. Nella narrazione la coerenza della linea narrativa è fondamentale. Ci passa la stessa differenza tra leggere un romanzo di Steinbeck e un elenco telefonico.

Dunque, se è vero quello che andava dicendo Henri Cartier-Bresson, «Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento», evitate, per favore, di trasformare il vostro matrimonio in una fiction.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.